Se l’idea che la guerra sia una forma di “follia” collettiva è una consapevolezza della modernità, gli artisti, nel corso della storia, hanno indagato, talvolta con lucide e fulminanti intuizioni pittoriche, gli orrori causati dalle vicende belliche.
L’arte, pur con alterne vicende, ha sempre guardato alle pulsioni distruttive, le più estreme e violente, cercando di dar voce a quello che viene ritenuto l’inesprimibile, facendo così della guerra un tema inevitabile, di fronte al quale non era (e non è) possibile ritirarsi. Nel corso della serata verranno presentate opere fondamentali che appartengono non solo alla storia dell’arte, ma al cuore profondo della nostra civiltà: veri e propri “documenti” e memoria visiva, che hanno aperto prospettive illuminanti sulle desolazioni provocate dalle guerre: dallo spietato e lucido realismo di Goya nei “disastri della guerra”, ai grandi artisti del Novecento che hanno denunciato il terrore, le persecuzioni razziali, la perdita della libertà e dei più elementari diritti individuali.
Opere di Grosz, Dix, Picasso, Mafai, Nussbaum, Kollwitz e altri ancora a noi contemporanei.
Artisti e testimoni di quel “secolo breve” che è stato il Novecento, capaci di intuire, come moderne Cassandre, quel clima che preparava Auschwitz e nuove, attuali, barbarie.
Introduce:
Emiliano Zambarbieri
Assessore alla Pace e Partecipazione
conduce:
Giorgio Bedoni
psichiatra
docente Accademia di Belle Arti di Brera
venerdì 24 aprile 2009
alle h.21.00 presso la Sala Previato,
in Piazza della Vittoria 2, San Giuliano Milanese

