La storia della nostra città è caratterizzata dalla partecipazione di massa dei suoi abitanti, una cittadina operaia ai bordi della grande metropoli che si sviluppa e cresce demograficamente con una spinta propulsiva fortissima negli anni 60-70. La partecipazione dei cittadini in questi anni è l’asse portante della società sangiulianese, attraverso il partito più forte ed importante in città il P.C.I. che contava i quegli anni più di 1200 iscritti e cinque sezioni aperte in molti quartieri della città e che attraverso le sue reti e le sue relazioni costruiva società, individuava i bisogni della gente e agiva producendo risposte dirette dentro e fuori l’amministrazione. A praticare partecipazione non vi era solo il PCI ma come è noto a tutti l’intera società era in movimento, dal ‘68 in poi anche i circoli autorganizzati delle organizzazioni extraparlamentari. In questa condizione comunque non va dimenticato il ruolo determinante e sempre presente della chiesa e delle sue strutture parrocchiali e oratori.
A mia memoria le grandi manifestazioni dell’antifascismo militante degli anni 70, ma anche i collettivi dei genitori che richiedevano scuole, le lotte per la casa e per la copertura del canale “Redefossi”, sono l’esempio più forte e collettivo della capacita dei sangiulianesi di praticare la partecipazione attiva.
Di quella stagione di grande partecipazione oggi cosa resta ?
