
Intervento consiglio comunale del 17 luglio 2008
29 Agosto 2008Naturalmente parto dal presupposto che tutti si rendano conto della importanza dello strumento che andremo ad approvare in autunno ,come strumento in sé, al di là dei contenuti, come mezzo dato alla sovranità del Consiglio comunale di progettare il territorio, la città non solo a partire dalla lettura immediata dei bisogni ,ma nella costruzione di un progetto,di una idea che valga anche per il futuro, per un tempo lungo della politica dove si stemperano le piccolezze e gli interessi settoriali e possa prevalere l’interesse comune, la responsabilità collettiva.Farò quindi (solo come promemoria per tutti, scusandomi per quelli che sanno a memoria e meglio questi argomenti ) brevi accenni alla storia della politica urbanistica del nostro Paese, in Europa e anche in Lombardia. L’idea del governo del territorio non nasce oggi. Si è radicata e fatta avanti nel dopoguerra quando all’unanimità si dice che una totale mancanza di regole ha creato periferie invivibili e fortemente premiato la rendita fondiaria; cioè quell’elemento che è insito nella proprietà del terreno e che si può moltiplicare a dismisura a seconda di come il pubblico decide che quel terreno privato verrà utilizzato. Voi sapete che questo è un punto assai concreto della urbanistica, che può anche essere narrata come una grande scontro epocale tra l’interesse collettivo e lo ius edificandi, che molti vogliono essere connaturato direttamente nella proprietà del terreno.L’Italia, a differenza di molti Paesi europei, non è riuscita ad avere una legge sul regime dei suoli, malgrado un tentativo che non venne dalla parte politica mia, che allora era il Partito Comunista, ma venne dalla cultura liberale. (non liberista). Con grande senso dello stato essa guardava all’interesse collettivo come elemento sovraordinatore e dirimente.I legislatori di allora combatterono la rendita stabilendo standard e vincoli, costruendo piani regolatori valevoli per un lungo periodo di tempo e non decisi di volta in volta da questa o quell’altra maggioranza, da questa o quell’altra aggregazione politica, regole alla quale tutti, comprese le lobby della rendita, dovevano sottostare.I vincoli e il concetto di piano sono strumenti di un filone culturale fecondo e interessante che ha attraversato la cultura urbanistica italiana, prendendo dalla cultura europea, e che ha prodotto leggi importanti; le leggi urbanistiche e le leggi sulla casa degli anni settanta e ottanta, che hanno consentito di governare trasformazioni urbanistiche epocali, determinando anche il soddisfacimento di importanti bisogni e diritti, quali ad esempio quello della casa. Nessun piano, se non prima il piano Fanfani e Tupini in fase di ricostruzione, come il piano decennale e la legge 457, ha raggiunto obiettivi importanti come il piano decennale della casa, nessun piano ha messo in moto quantità di risorse ha dato la casa realmente a tantissime lavoratrici, lavoratori e pensionati.Il Piano di Governo del Territorio (PGT) del comune di San Giuliano Milanese arriva alla sua realizzazione dopo varie stagioni urbanistiche della nostra città, le prime di sviluppo e di crescita demografica, altre più recenti di consolidamento. Il PGT rappresenta un salto di qualità condiviso dell’amministrazione da una pianificazione frammentata ad altra più sofisticata e d’insieme. La motivazione di fondo che ci porta oggi a ritenere fondamentale per il futuro della nostra città il tema della pianificazione territoriale parte nel 2004 all’avvio di questo mandato elettorale e passa attraverso la sostanziale presa d’atto dell’esaurimento delle potenzialità del tradizionale Piano Regolatore Generale. Il vecchio PRG ha progressivamente ceduto il passo all’utilizzo di strumenti urbanistici come i Piani Integrati di intervento. L’introduzione di nuove norme urbanistiche come la L.R. n° 12 del 2005, unitamente ad un intenso dibattito politico all’interno della maggioranza di governo, ha trovato la sua sintesi con la decisione di realizzare il PGT entro la fine di questo mandato elettorale. I principi cardine di questo nuovo documento partono dalla considerazione che il territorio è una risorsa, un bene finito che va preservato e tutelato. Il consumo zero di territorio non urbanizzato rappresenta un punto fondamentale delle scelte strategiche del nuovo documento di piano e posiziona il nostro comune tra i primi responsabili e lungimiranti che vogliono intraprendere questa strada.Io mi sono mosso in questa ottica ,senza pregiudizi. Sono consapevole di essere stato nominato assessore dopo una crisi della nostra maggioranza dovuta alla posizione critica che il PRC aveva preso nei confronti dei piani integrati . Al di là delle osservazioni di merito sui singoli piani avevamo posto come elemento di fondo il fatto che non si possono approvare 8 modifiche agli assetti territoriali, alcune delle quali con forte impatto edificatorio senza aver deciso come consiglio comunale quale indirizzo noi vogliamo dare al territorio di San Giuliano. La stagione urbanistica verso cui ci accingiamo ad andare è consapevole che gli interessi del privato sono “forti” ma è cresciuta e diffusa una idea nuova di città ambientalmente sostenibile e soprattutto la convinzione che il territorio è un bene comune da difendere e da accudire verso trasformazioni e mutazioni che tutelino i cittadini e la qualità della vita e che si avvalgano delle capacità più alte della scienza della progettazione e dell’urbanistica. Il territorio, in particolare il nostro territorio situato ai limiti di una grande metropoli come Milano, è come un organismo, un luogo dove gli uomini e le donne vivono e lavorano, trasformano l’esistente a partire da sé. La somma degli interessi dei singoli di chi abita, di chi produce, di chi commercia non solo genera caos e squilibrio, ma riflette la differenza dei punti di partenza. La necessità di regole è condivisa, meno il fatto che non basta registrare l’esistente e dirimere gli eventuali squilibri, ma operare uno sforzo collettivo per far vivere il territorio unitariamente come bene comune, come la casa di tutte e tutti. Costruire insieme il futuro di questa città e costruire le nuove radici comuni.Siamo rientrati in maggioranza per dare il nostro contributo a questa scommessa, che è di tutti. La globalizzazione riduce tutto a merce, anche il territorio può essere puramente merce. La stragrande maggioranza degli abitanti di San Giuliano vorrebbe altro, vorrebbe vivere bene oggi e domani.