Sofocle nell’Edipo Re parlando
agli antichi greci, diceva che
la cit tà è nulla se non è
abitata dagli uomini. Questa
ovvietà pone l’obbiett ivo,
ancora a distanza di millenni,
della qualità dell’urbano e
della qualità delle condizioni
di cittadinanza…
Archivio per Giugno 2008

Sofocle e l’edipo re
22 Giugno 2008
Perchè il Piano di Governo del Territorio a San Giuliano
12 Giugno 2008Il Piano di Governo del Territorio (PGT) del comune di San Giuliano Milanese arriva alla sua realizzazione dopo varie stagioni urbanistiche della nostra città, le prime di sviluppo e di crescita demografica, altre più recenti di conservazione. Il PGT rappresenta un salto di qualità condiviso dell’amministrazione da una pianificazione frammentata ad altra più sofisticata e d’insieme.
La motivazione di fondo che ci porta oggi a ritenere fondamentale per il futuro della nostra città il tema della pianificazione territoriale parte nel 2004 all’avvio di questo mandato elettorale e passa attraverso la sostanziale presa d’atto dell’ esaurimento delle potenzialità del tradizionale Piano Regolatore Generale che ha progressivamente ceduto il passo all’utilizzo di strumenti urbanistici come i Piani Integrati di intervento, nonchè all’introduzione di nuove norme urbanistiche come la L.R. n° 12 del 2005 unitamente ad un intenso dibattito politico all’interno della maggioranza di governo che ha trovato la sua sintesi con il mio ingresso in giunta e il suo valore con la decisione di realizzare il PGT entro la fine di questo mandato elettorale.
I principi cardine di questo nuovo documento partono dalla considerazione che il territorio è una risorsa, un bene finito che va preservato e tutelato. Il consumo zero di territorio non urbanizzato rappresenta un punto fondamentale delle scelte strategiche del nuovo documento di piano e posiziona il nostro comune tra i primi responsabili e lungimiranti che vogliono intraprendere questa strada.
La partecipazione dei cittadini al processo di definizione del PGT è considerata dall’amministrazione comunale di San giuliano milanese fondamentale e nello specifico per i temi della riqualificazione urbana e del sostegno delle attività commerciali, della sicurezza, della valorizzazione della socialità, del paesaggio e dell’agricoltura come produzione sostenibile. La partecipazione ha come primo obbiettivo la definizione degli orizzonti di senso e le scelte strategiche su tematiche che l’amministrazione considera centrali per il bene della comunità.
Tutti i cittadini devono rendersi conto dell’importanza dello strumento che andiamo ad approntare, anche come strumento in sé, al di là dei contenuti, come mezzo dato alla sovranità dell’amministrazione pubblica di progettare il territorio e la città non solo a partire dalla lettura immediata dei bisogni, ma nella costruzione di un progetto, di una idea che valga anche per il futuro, per un tempo lungo della politica dove si stemperano le piccolezze e gli interessi settoriali e possa prevalere l’interesse comune, la responsabilità collettiva.
La stagione urbanistica verso cui ci accingiamo ad andare è consapevole che gli interessi del privato sono “forti” ma è cresciuta e diffusa la cosciente cultura ambientalista, una idea nuova di città e soprattutto la convinzione che il territorio è un bene comune da difendere e da incanalare verso trasformazioni e mutazioni che tutelino i cittadini e la qualità della vita e che si avvalgano delle capacità più alte delle scienza della progettazione e dell’urbanistica.
Il territorio, in particolare il nostro territorio che è urbano ai limiti di una grande metropoli come Milano, è un organismo vivo dove gli uomini e le donne vivono e lavorano, trasformano l’esistente a partire da sé; la somma degli interessi dei singoli di chi abita, di chi produce, di chi commercia non solo genera caos e squilibrio, ma riflette la sperequazione data delle ricchezze e delle collocazioni di classe, dei punti di partenza. La necessità di regole è condivisa, meno il fatto che non basta registrare l’esistente e dirimere gli eventuali squilibri, ma operare uno sforzo collettivo per far vivere il territorio come bene comune, come la casa di tutti e tutte. Più che le radici comuni costruire insieme il futuro di questa città.
La globalizzazione riduce tutto a merce, anche il territorio può essere puramente merce. La stragrande maggioranza degli abitanti di San Giuliano vorrebbe altro, vorrebbe vivere bene oggi e domani.
Emiliano Zambarbieri
Assessore alla Pianificazione Territoriale, Pace e Partecipazione