Consigliere Zambarbieri
Intervento verbale in consiglio comunale del 20/10/2005
Saluto i consiglieri,
Il presidente gli assessori e
Il sindaco
Alla nostra città non servono palazzi alti dieci piani
La città che non vogliamo è il titolo del volantino che rifondazione comunista (il mio partito) ha diffuso in città.
Mi sono fermato a guardare quello spazio che c’è tra serenella e la scuola media “Fermi” è l’unica finestra che hanno i sangiulianesi di quella zona per vedere l’orizzonte, questo piano integrato chiude fisicamente e simbolicamente l’orizzonte della nostra città.
San giuliano è stata nel passato terra di immigrazione e giustamente negli anni settanta si è edificato per dare una risposta al bisogno abitativo degli immigrati delle regioni del sud.
Ma oggi questo bisogno non esiste più in quel modo e in quelle forme, oggi il bisogno di casa si esprime con una lista di 250 persone presente negli uffici dell’assessorato ai servizi sociali che hanno diritto alla casa popolare perché sotto la soglia di povertà, si esprime nel bisogno del giovane figlio dell’operaio immigrato che vuole comprare una casa a san giuliano e non ci riesce perché le case costano troppo e quindi se deve acquistare lo fa nel lodigiano dove le case costano meno rompendo cosi i legami, i rapporti familiari che esistono.
I 250 appartamenti costruiti in questo progetto saranno venduti a 2500 – 3000 euro al metro quadro, prezzi inaccessibili per la gente normale, ma probabilmente accessibili per chi esce da milano.
Circa 450 nuovi abitanti in quel quartiere produrranno: traffico, necessità di servizi che oggi non sono presenti.
Ci siamo domandati se veramente abbiamo bisogno di un insediamento fatto cosi con queste caratteristiche o se su quell’area si poteva pensare ad un progetto alternativo, un centro ricerche, una scuola superiore un parco.
Quando dici queste cose certa gente ti risponde “anche a mè piacerebbe correre nei prati fioriti, ma dobbiamo rimanere con i piedi per terra, dobbiamo coprire il redefossi”
Certo il ruolo positivo che ha svolto rifondazione in questa maggioranza a portato dei risultati, dei miglioramenti a questo progetto ci sono, saranno abbassate un pò le volumetrie da 87.000 m3 siamo passati a 76.000 sono stati negoziati con la proprietà 25 appartamenti da usare come case popolari ma questo non è sufficiente.
Rifondazione ha posto numerosi problemi alla maggioranza della città sulla opportunità di procedere in questo modo ci è stato risposto che non c’era più tempo, non c’è più tempo per sognare.
Pensiamo che progetti come questo debbano essere condivisi con la città, proposti, partecipati.
Il nostro territorio sta diventando terreno di conquista dei grandi potentati immobiliari, o governiamo la conquista o la nostra città in pochi anni non sarà piu’ a misura d’uomo ma solo a misura d’impresa.
I cittadini devono sapere che ci sono sul nostro territorio altri 28 piani integrati, proposte di privati di intervenire sul territorio.
O si mettono delle regole sul come i privati vengono e costruiscono sul nostro territorio o san giuliano sarà una città che si sviluppa senza un progetto omogeneo,
Noi pensiamo per esempio che se un privato vuole costruire sul nostro territorio deve obbligatoriamente destinare una parte dell’edificato all’affitto ad equo canone, questa è una regola ma non è scritta da nessuna parte. Queste regole vanno scritte e non stiamo dicendo cose impossibili ma cose che già altri hanno fatto.
Questo grande ricatto “della copertura del redefossi” a cui è stata sottoposta la maggioranza ma più in generale la città e suoi cittadini è un falso problema
Dire che o si fanno i grandi palazzoni sulla “pirelli” o il tratto di redefossi di Borgolombardo non si copre è falso.
perchè l’ente locale ha il potere e il dovere di decidere di far prevalere l’interesse pubblico e non quello di parte, di imporre al privato anche sul suo suolo la realizzazione di case popolari, la copertura del redefossi, la realizzazione del centro ricerche e alla fine anche le loro case a 2500 euro al metro quadro
E’ necessario trovare il tempo per pensare ad un progetto alternativo condiviso con i cittadini e la città.
I nostri cittadini sono persone intelligenti hanno aspettato 40 anni la copertura del redefossi, sono in grado di capire che si può dare altro tempo ad un progetto che potrebbe produrre case popolari o case a un prezzo calmierato per i loro figli, case per le nuove generazioni.
Sono convinto che il redefossi si è coperto e si coprirà grazie alle lotte dei comitati di quartiere grazie all’impegno della gente che ha chiesto con forza, con partecipazione la chiusura del cavo.
Guardate che chi vi parla pensa di farlo con ragione di causa, mio padre ha partecipato in prima fila alle lotte per il governo delle acque del fosso e la realizzazione del canale scolmatore.
Dire oggi che o si fa “Pirelli” o non si copre il fosso è un insulto a tutte quelle lotte a quelle stagioni di grande partecipazione sul destino della città.
All’amministrazione e ai cittadini diciamo non aspettiamo che il privato decida sul destino della città preveniamo e agiamo d’anticipo.
La battaglia non finisce qui !!
Rifondazione ritiene di essere contemporaneamente forza di governo e di movimento, ci sentiamo amministratori e vicini ai cittadini ed è per questo che voteremo contro questo piano integrato e non usciremo dalla maggioranza.
