PIETRO INGRAO appello al Voto
pubblico di seguito l’appello di Ingrao:
Nel breve tempo che ancora rimane prima della chiusura dei seggi elettorali, desidero ancora una volta rivolgermi a quanti si riconoscono nell’area che so ancora potenzialmente vasta della sinistra, per invitare tutti e tutte, giovani e meno giovani, a non disertare le urne, a non fare prevalere le ragioni di scoramento, di rassegnazione o, peggio, di abbandono che il seguito di sconfitte e di delusioni di questi anni porta con sé.
So bene che quando la politica smarrisce la capacità di parlare a voce alta e ferma e di guadagnare alla partecipazione attiva masse estese di uomini e di donne, si interrompe una vitale connessione di ideali e di sentimenti e può farsi strada la convinzione che anche l’appuntamento con il voto sia di scarsa o addirittura irrilevante importanza. Mi si creda, non è così. Sulla chiusura delle persone nel bozzolo esclusivo della propria vita privata, sulla rinunzia ad un protagonismo attivo, sulla passivizzazione e sulla delega contano tutte le forze reazionarie che stanno così pesantemente mettendo a repentaglio la democrazia e la libertà nel nostro Paese.
La sinistra si presenta purtroppo divisa a queste elezioni. Non è certo un bene, ed il cimento nostro dovrà essere rivolto alla ricostruzione tenace e paziente dell’unità, scansando la ricorrente tentazione alla divisione e alla diaspora. Ma guai a noi se si facesse strada l’illusione letale che la resurrezione di una sinistra rinnovata possa sortire da una sconfitta, da una sorta di lavacro purificatore. Il meglio non è mai sortito dal peggio. E a fare le spese di un nuovo scacco politico sarebbero, in primo luogo, i lavoratori e le lavoratrici che si troverebbero ancora più indeboliti e soli dinnanzi all’attacco frontale che senza soste viene portato alle loro condizioni e ai loro diritti.
Oggi, dunque, siamo di fronte ad una scelta. Ed io sono convinto che questa vada compiuta in favore della lista anticapitalista e comunista, la forza più organizzata e fortemente impegnata, in Europa e in Italia, per un profondo cambiamento dei rapporti sociali e politici, nel segno dell’uguaglianza e della libertà.
berlusconi da consigli a penati ???????
Se qualcuno se la sente di spiegarmi cosa vuol dire quell’ultimo capoverso dell’intervista di Filippo Penati a Repubblica del 29.05.2009. A pag 9: “Magari (riferito a Podestà) non saremo in disaccordo su tutto, così faremo come mi ha detto lunedì Berlusconi: dall’unità nascono grandi cose”. ????!!!!
ADOZIONE PGT – intervento in consiglio del 20.05.2009
Qual è la nostra idea di città ?
Questa è la domanda che ho tenuto costantemente nella mia mente in questi 2 anni e mezzo di lavoro intenso e ricco.
Questo tempo è stato necessario per definire una visione complessiva della nostra città. Oggi questa visione c’è, è il risultato finale di un lavoro corale a cui tanti, anche per la prima volta, hanno partecipato.
Il Piano di Governo del Territorio (PGT) del comune di San Giuliano Milanese arriva alla sua realizzazione dopo varie stagioni urbanistiche della nostra città, le prime di sviluppo e di crescita demografica, altre, più recenti, di consolidamento. Questo PGT rappresenta un salto di qualità da una pianificazione frammentata ad una più sofisticata e d’insieme.
Il principio cardine di questo nuovo documento parte dalla considerazione che il territorio è una risorsa, un bene finito che va preservato e tutelato. Il consumo zero di territorio non urbanizzato rappresenta un punto fondamentale delle scelte strategiche del nuovo documento di piano e posiziona il nostro comune tra i primi in Lombardia, responsabili e lungimiranti, che vogliono intraprendere questa strada.
L’adozione del PGT di San Giuliano Milanese rappresenta il primo passo concreto verso un uso del territorio sostenibile, che dovrà essere perseguito dalle politiche attuative di questo piano strategico.
Il percorso di stesura di questo documento non è stato scontato. Abbiamo avuto il coraggio di percorrere strade nuove, non praticate in altri luoghi. Il Documento di Piano assume al suo interno due importanti studi: il primo sul Parco della Vettabbia, il secondo sui meccanismi economici che ci permetteranno di restituire alla città e ai cittadini pezzi di territorio urbanizzato.
Tutto il lavoro si è svolto attraverso un processo innovativo di partecipazione che ha coinvolto, e coinvolge, giovani, commercianti, associazionismo, agricoltori e mondo produttivo. Con grande impegno e determinazione sono state messe in opera iniziative nuove per la storia della nostra città: l’Urban Center, il consiglio comunale alla radio, il Portale di partecipazione al PGT (www.pgtpartecipato.it – il portale più innovativo del pgt in lombardia), i convegni e soprattutto i tavoli di partecipazione. E’ stata la prima volta che i sangiulianesi hanno potuto prendere parte, essere informati e coinvolti in un processo decisionale sulle scelte future della città e sulle prospettive di sviluppo del territorio.
La strada che abbiamo seguito è stata percorsa da pochi altri in Lombardia.
Abbiamo dimostrato coraggio, trasparenza e capacità di difendere gli interessi collettivi.
Il piano che presentiamo è pensato soprattutto per le generazioni future, attraverso la valorizzazione della nostra risorsa più importante: il verde.
Ricapitolo in sintesi i contenuti di questo piano:
•il consumo zero di suolo non urbanizzato: San Giuliano è un comune con 32 km/q di superficie, del quale circa il 70 % è verde agricolo che per la maggior parte è contenuto nel Parco Agricolo del Sud Milano, questa risorsa, come ho già detto in precedenza, verrà tutelata.
•l’idea della città tra due parchi, di grande suggestione e di estremo valore ambientale per la valorizzazione dei due corridoi ecologici generati dal fiume Lambro e dal canale Vettabbia;
•San Giuliano dovrà essere “la porta” che da Milano si apre verso il grande territorio agricolo e da questo dovrà trarne risorse per rilanciare il grande e importantissimo polo produttivo di Sesto Ulteriano, a cui è stato appositamente dedicato un progetto di città pubblica per il suo rilancio e nel quale è indicata una zona di densificazione industriale per la sua ottimizzazione;
•un elemento di particolare complessità e rilevanza, emerso nel corso di questi mesi, è stato quello delle cosiddette “aree bianche” (le aree standard sulle quali i vincoli sono decaduti) che diventeranno patrimonio della città, con soluzioni intelligenti e che non impatteranno sul territorio se non in parte residuale. La soluzione della questione delle aree bianche non è rimandabile e questo PGT da una risposta concreta e non onerosa per il Comune;
•sempre nell’ottica di riconoscere il valore ambientale della “valle del Lambro” si è trovata una sintesi nell’indicare alcune zone di potenziale riqualificazione nella zona del fronte industriale di Zivido, aprendo le cosiddette “finestre sul Lambro”: riappropriamoci di questo fiume, anche in vista della sua riqualificazione, e del suo paesaggio;
•vengono individuati nel tessuto urbano della città 8 ambiti di trasformazione che produrranno risorse economiche sufficienti per realizzare la città pubblica e le opere che saranno ritenute prioritarie per la nostra città;
•dagli otto ambiti di trasformazione individuati, si potranno ricavare un numero rilevante di alloggi, da destinare in forma mista a edilizia convenzionata, a canone calmierato, a canone sociale e ad altre forme di accesso agevolato all’ERP;
•tutti gli ambiti di trasformazione avranno indici contenuti, che permetteranno in modo realistico di dar vita ai contenuti del Piano di Governo del Territorio e di marcare un segno di differenza rispetto al passato.
Questo è un Piano organico, con prospettive e soluzioni concrete per il futuro della nostra città, e rappresenta un punto di riferimento per coloro che hanno a cuore la nostra città e i sangiulianesi.
Chiudo il mio intervento con alcuni doverosi ringraziamenti:
All’architetto e urbanista Luigi Caprarella responsabile tecnico-scientifico del processo di piano, che con la sua passione e i suoi saperi è riuscito a esplorare e far emergere le trame più profonde del nostro territorio, va il mio primo ringraziamento.
Ringrazio pubblicamente anche l’arch. Corradi, dirigente del settore tecnico del comune di San Giuliano, tutti i componenti e i collaboratori dell’ufficio di piano, l’Ass. Stefanoni il cui contributo è stato determinante.
Ringrazio inoltre l’Ass. Cadoni, con cui si è condivisa tutta l’area del documento di piano rivolta alle questioni ambientali ai corridoi ecologici, alla città tra due parchi e alla parola d’ordine “il verde come scelta strategica”.
Infine un ringraziamento particolare ai miei collaboratori stretti dell’ufficio pace e partecipazione il dott. Marcello Mantoan e la Dott.ssa Valentina Draghi.
La follia della guerra, lo sguardo dell’arte
Se l’idea che la guerra sia una forma di “follia” collettiva è una consapevolezza della modernità, gli artisti, nel corso della storia, hanno indagato, talvolta con lucide e fulminanti intuizioni pittoriche, gli orrori causati dalle vicende belliche.
L’arte, pur con alterne vicende, ha sempre guardato alle pulsioni distruttive, le più estreme e violente, cercando di dar voce a quello che viene ritenuto l’inesprimibile, facendo così della guerra un tema inevitabile, di fronte al quale non era (e non è) possibile ritirarsi. Nel corso della serata verranno presentate opere fondamentali che appartengono non solo alla storia dell’arte, ma al cuore profondo della nostra civiltà: veri e propri “documenti” e memoria visiva, che hanno aperto prospettive illuminanti sulle desolazioni provocate dalle guerre: dallo spietato e lucido realismo di Goya nei “disastri della guerra”, ai grandi artisti del Novecento che hanno denunciato il terrore, le persecuzioni razziali, la perdita della libertà e dei più elementari diritti individuali.
Opere di Grosz, Dix, Picasso, Mafai, Nussbaum, Kollwitz e altri ancora a noi contemporanei.
Artisti e testimoni di quel “secolo breve” che è stato il Novecento, capaci di intuire, come moderne Cassandre, quel clima che preparava Auschwitz e nuove, attuali, barbarie.
Introduce:
Emiliano Zambarbieri
Assessore alla Pace e Partecipazione
conduce:
Giorgio Bedoni
psichiatra
docente Accademia di Belle Arti di Brera
venerdì 24 aprile 2009
alle h.21.00 presso la Sala Previato,
in Piazza della Vittoria 2, San Giuliano Milanese
RINGRAZIAMENTO PER FIRMA ALL’APPELLO
pubblico la lettera inviatami dallo staff dell’assessore provinciale al territorio
Un sentito ringraziamento per avere firmato l’appello in difesa del Piano territoriale di coordinamento provinciale, minacciato dall’ostruzionismo del centro destra in Consiglio Provinciale. L’epilogo della vicenda purtroppo non è stato felice.Mercoledì scorso, infatti, il presidente della Provincia Filippo Penati ha ritirato la delibera in discussione – quella relativa al Piano territoriale – a causa dell’ostruzionismo messo in atto dai partiti del centro destra. Sono stati presentati oltre 1900 emendamenti, è stato richiesto il voto segreto su ognuno di questi e, puntando su alcune norme del regolamento, si volevano moltiplicare gli emendamenti all’infinito. Considerate queste condizioni e visto lo scarso tempo disponibile prima delle elezioni (6 e 7 giugno), il presidente Penati ha ritirato il provvedimento. Ma l’ostruzionismo del centro destra non nasce in queste settimane nell’aula del Consiglio, è stato messo in atto da oltre un anno. Attraverso le mosse dilatorie del Comune di Milano, le ingerenze della Regione Lombardia e il tergiversare della Conferenza dei Comuni della provincia. Tutte queste scelte hanno dilatato i tempi fino a questi giorni. La morale di tutta questa vicenda è che c’è chi è interessato a un governo ordinato ed equilibrato del territorio e chi preferisce lasciare mano libera alla dissipazione del territorio; chi vuole tutelare l’ambiente e le aree agricole e chi preferisce favorire i progetti che finiscono per soffocare il territorio. Il centro destra ha mostrato il suo consueto volto, ma da parte della maggioranza è mancata sia la convinzione sia il coraggio di condurre una battaglia che avrebbe potuto coronare con successo un buon lavoro, durato anni.